Il tuo mercato di riferimento nei motori di ricerca

1 Gennaio 2020 Off Di gestione

Permettimi di anticipare 2 concetti:

1°) Noi non dobbiamo usare questo tipo di analisi, per capire solo dove posizionarci come fa la seo, ma dobbiamo trovare il modo di capire quale attributo è meglio possedere nella mente di un target che agisce in diversi modi nei motori di ricerca. 2°) Mentre la semantica cognitiva, agevola anche la rappresentazione mentale di un concetto, il brand positioning, agevola la conquista nella mente di una persona, di un concetto in base a propri bisogni e percezioni di sicurezza.

Cos’è un mercato di riferimento? Perchè è importante avere chiaro in mente come si struttura nei motori di ricerca? Come fare a verificarlo al fine di centrare perfettamente il proprio business nei motori di ricerca?

Il mercato in economia ha determinate caratteristiche ed è definibile come tale, in presenza di una moltitudine di compratori e venditori di piccole e medie dimensioni che possono accedere facilmente allo scambio, e per tali motivi oltre che regolamentari, non possono e non sono in grado di influenzare singolarmente i prezzi delle materie scambiate.

Nel mercato dei motori di ricerca, oltre a compratori e veditori come precedentemente definiti, si nota la presenza di un intermediario (il motore di ricerca stesso), della variabile informativa e dell’assenza chiara di “limiti semantici” (ampiezza di mercato, non solo esperenziale ma anche settoriale).

Il motore di ricerca è davvero un’intermediario?

Sia chiaro, so perfettamente che non è la definizione esatta di un motore di ricerca, ma li definisco intermediari perchè essi in modo gratuito o a pagamento si interpongono tra la domanda e l’offerta e sono utilizzati e visibili in modo facile, su larga scala in una finestra temporale indefinibile e in assenza di limitazioni semantiche. A differenza di spazi pubblicitari che possono essere occupati in modo meno visibile dalla massa e con finestre temporali ben definite.

Vedendo il motore di ricerca come intermediario, potrai considerarlo un’aiuto a raggiungere i tuoi obiettivi di vendita. E NON un sistema da “gabbare” con artefizi. Un’entità che ti aiuta perchè “raccoglie” una serie infinita di informazioni mettendotele a disposizione in ogni modo.

l’influenza dei motori di ricerca

Oltre a ciò, è evidente e provata l’influenza che determinate piattaforme possano avere sui singoli soggetti, tanto da influenzarne le scelte e a far valutare positivo o negativo un brand, anche solo dalla presenza o meno nella piattaforma.

La variabile informativa

Nel mercato di cui parlo, quello dei motori di ricerca, oltre allo scambio economico e commerciale di beni, servizi e simili, avviene anche lo scambio di informazioni, ed è questa la variante che può essere utilizzata dai singoli venditori, per esercitare sui compratori azioni utili a far venir meno la concorrenzialità nel singolo mercato. Una concorrenzialità che se viene meno, non punta a influenzare il prezzo a ribasso del bene scambiato, ma bensì, serve a liberare il player che vi riesce, dalla classica guerra dei prezzi.

Ciò avviene proprio perchè si sfruttano correttamente le variabili informative e esperenziali del motore di ricerca, e l’influenza che lo stesso è in grado di esercitare sui singoli utenti.

Così come un intermediario, studia il target e il bene, al fine di predisporre gli strumenti promozionali informativi, per informare un pubblico della presenza di un bene da scambiare che appartiene a una terza persona. Il motore di ricerca studia il target e il bene, al fine di consentire a una terza persona, di avere a disposizione strumenti promozionali informativi basati su esperienze, al fine di scambiare il proprio bene.

La semantica è utile ma se sfruttata correttamente

Tratto da Wikipedia: Con il termine web semantico, termine coniato dal suo ideatore, Tim Berners-Lee, si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) sono associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specificano il contesto semantico in un formato adatto all’interrogazione e l’interpretazione (es. tramite motori di ricerca) e, più in generale, all’elaborazione automatica. Con l’interpretazione del contenuto dei documenti che il Web semantico impone, sono state possibili ricerche molto più evolute, basate sulla presenza nel documento di parole chiave e concetti, ed è stato possibile avviare altre operazioni specialistiche come la costruzione di reti di relazioni e connessioni tra documenti secondo logiche più elaborate del semplice collegamento ipertestuale.

L’utilità e l’utilizzo della semantica ancora oggi, non può assolutamente essere messa in discussione da nessuno. MA, per come si sono evoluti i motori di rcerca e le tecnologie, per evitare di racchiudere un informazione solo all’interno di un campo semantico lessicale e strutturale, utilizzando variabili non pertinenti solo al fine di migliorare, arricchire esternamente o internamente una risorsa presente nel campo semantico principale, c’è bisogno di affiancare tali concetti ad altri, facendo propri dei nuovi concetti di semantica, ovvero la semantica “cognitiva”.

Essendo che tale concetto non è centrale nella stesura di questo articolo, mi limiterò semplicemente a concludere dicendo che, la semantica cognitiva, è lo studio che ammette che i significati siano rappresentazioni mentali (almeno, ciò è quanto dicono buona parte degli autori di semantica cognitiva, alla quale come alla semantica concettuale, sono mosse numerose critiche). Lo fa, ampliando il concetto di semantica e rendendolo più attuale all’evoluzione delle tecnologie.

Malgrado ciò…

Tale concetto, NON E’ assolutamente, associabile al concetto di brand positioning. Faccio un esempio per spiegarmi meglio:

Se io chiedessi ad una persona, cos’è questa bevanda nera con le bollicine nel bicchiere? secondo la semantica cognitiva, la persona potrebbe rispondere in base a a ciò che è la sua rappresentazione mentale, e dirà la parola o la frase che racchiude il significato “per lei/lui”… è coca cola.

Se io continuassi a chiedere alla persona, quale bevanda nera con le bollicine compreresti, o vai a comprare una bevanda nera con le bollicine, la persona nella propria mente vedrebbe apparire probabilmente un’immagine (bottiglia/lattina), rappresentabile a parole (Coca Cola/Pepsi), in base a ciò che è “rilevante” nella sua scala mentale dei valori di sicurezza percepita (attributo). “Pepsi: è della nuova generazione” (è figa)

Di conseguenza abbiamo che la semantica cognitiva, potrebbe realmente anche aiutare la rappresentazione mentale di un concetto qualsiasi (e di conseguenza anche NON utile e definibile come attributo), MENTRE il brand positioning, agevola un’azienda nella conquista di un concetto rilevante (attributo) nella mente di una persona, in base a propri bisogni e percezioni di sicurezza.

Come sfruttare la variante semantica dunque nella definizione del mercato?

Va utilizzata quella lessicale, strutturale, per definire i campi semantici principali dove concorrere, e quella cognitiva, nei campi non correlati semanticamente, ma SOLO quelli che possono essere “rilevanti” per la “persona” e non per il motore di ricerca (come solitamente avviene), al fine di:

  • offrire informazioni anche a chi non conosce una soluzione
  • attingere informazioni da chi conosce e non conosce una soluzione
  • non concorrere con la concorrenza in modo diretto
  • agevolare il lavoro del posizionamento di marca (che è tutt’altra cosa)

Dopo questa troppo ampia parentesi sulla semantica, ma doverosa, tornerei sui miei passi, più utili a conquistare un mercato fatto di parole chiave ed esperienze, facendo leva sul bisogno informativo

Informazioni ed esperienze

Attraverso l’uso dei suoi algoritmi, il motore di ricerca analizza le informazioni fornite, le compara ad altre categorizzabili allo stesso modo, e le offre agli utenti sotto forma di esperienze diversificate, sempre più in linea con i bisogni dei singoli.

Che siano tecnicamente corrette o meno tale definizioni fin qui esposte, non conta, ciò che conta al fine della definizione del mercato per il proprio business nei motori di ricerca, è sapere che:

Esiste un’entità, che può aiutare i singoli venditori, a raggiungere un pubblico, in modo diversificato e personalizzato, ponendosi come regolatore di un mercato in base alle scelte algoritmiche. E capace di agevolare le influenze sul pubblico e non mette in relazione solo piccoli e medi venditori, ma anche colossi dando la possibilità a tutti i player di diventare tali, sfruttando la variabile informativa e esperenziale anche al di fuori del campo semantico.

Tale entità è definibile così, anche in virtù della presenza di tante altre piattaforme che, con caratteristiche simili o meno, mettono a disposizione i propri algoritmi, per raggiungere un pubblico al fine di vendere un bene.

L’importanza per un qualunque venditore di qualunque mercato dell’essere presente nel motore di ricerca in modo ampio e unico, è fondamentale per non essere sopraffatto da altri intermediari con regole diverse (Amazon), e riuscire a concorrere verso l’utente anche in assenza di competitors.

Quindi, a differenza di qualunque altro mercato, nei motori di ricerca abbiamo:

  • dei compratori
  • dei venditori (non per forza piccoli e privi di capacità di influenzare)
  • una piattaforma intermediaria
  • la variabile informativa
  • le esperienze diversificate
  • dei campi semantici da sfruttare internamente ed esternamente nel modo corretto

la possibilità dei venditori di sfruttare il lavoro dell’intermediario, al fine di:

  • vendere un bene
  • manipolare il livello di concorrenza (non il motore di ricerca)

Come verificare il mio mercato nei motori di ricerca?

Come sfruttare le nozioni della “differenziazione nei motori di ricerca” a mio vantaggio in relazione al mercato?

Bisogna eseguire i seguenti passaggi:

  1. Com’è posizionato nella TUA mente il TUO lavoro?

    Parti da chi sei, qual è il tuo lavoro, identificati, meglio di te, nessuno può farlo. Con questa banale analisi, puoi identificarti con una parola, un’immagine, un concetto. In pratica, COME è posizionato nella tua mente il TUO business?. Se non hai gia notato una differenza abissale in termini di processo di ottimizzazione tra la SED e la SEO, ti prego di leggere con maggiore obiettività e libertà mentale l’articolo, o se non vuoi farlo per partito preso clicca qui ed esci da qui.

    Verifica quali parole chiave sono più rappresentative semanticamente per il tuo mercato. Al fine di definire correttamente la categoria nei motori di ricerca, e utilizzare tali informazioni nei passaggi dei quali parleremo nei prossimi articoli.

    Prova a ricercare su Google l’immagine che si è materializzata nella tua mente pensando al tuo lavoro, e verifica se le immagini restituite dal motore di ricerca, sono collegate a risorse pertinenti e NON pertinenti semanticamente.

    Prova a fare lo stesso nella serp dei video, delle news, dei pdf, dei libri, insomma, prova a trovare nel motore di ricerca, oltre le parole ANCHE il concetto che tu hai nella TUA mente del tuo lavoro.
    Aiutati con questo schema in un file excel: Mercato

  2. Verificalo in tutti i motori di ricerca “verticali”

    Con questo passaggio voglio ribadire ciò che ho detto in precedenza. Non limitarti come fa la tua concorrenza a verificare le “parole”, ricorda, così come cito nel mio prodotto Posizionamento Perfetto, il tuo pubblico, cerca di soddisfare i propri bisogni, da desktop e mobile, da android o ios, con la voce o con la tastiera, leggendo o guardando. Limitarsi solo alla serp classica e alle parole, tra l’altro modificata da Google in una serp multicanale, significa scoprire un fianco alla concorreza dove ci può colpire, e non verificandole tutte, potresti non sapere neanche di chi si tratta e avere la possibilità di concorrere.

    Non limitarti a Google, ricerca tutto anche nei social network, nei marketplace, nelle directory, nelle piattaforme come Pinterest, nei forum e in ogni altro luogo online che possa essere verticale più o meno specialistico alla tua azienda.

  3. Inizia a verificare chi sono i competitor, cosa fanno

    Cosi come specificato nel punto 2, osservare le serp multicanali ti da la possibilità di capire chi sono i competitors, e anche cosa offrono oltre a poter stabilire se in uno o più canali, c’è una reale utilità, o interazione col pubblico di riferimento.

  4. In un file excel crea le parole chiave di categoria

    Come avrai notato, non ti ho minimamente suggerito di utilizzare un tool per osservare il volume di ricerca delle parole chiave, ma solo la tua immagine mentale e il motore di ricerca.

    Questo perchè, a differenza della seo, che deve aumentare il traffico in modo considerevole e pertinente da parole chiave con buon volume di ricerca e facili da posizionare. Con la SED stai osservando il “tuo” mercato, dove lavori e di conseguenza esistente, almenochè tu non stia ricercando una nicchia dove creare un prodotto. Questo perchè, è all’interno di esso indipendentemente dalla difficoltà di posizionamento, che devi posizionarti per conquistare una leadership.

    Facendo proprio questo concetto, potrai, a partire dalla parola, dall’immagine, dal concetto più rappresentativo, stilare una lista di parole chiave che solitamente viene definita a short keyword. Che probabilmente, non saranno solo le parole che semanticamente corrispondono in modo più pertinente alla categoria merceologica, ma potrebbero essere anche quelle che esprimono il concetto in modo diverso.

    Ripensa al concetto esposto prima del bicchiere con il liquido nero con bollicine, non sono solo parole sono esperienze di persone. Noi non dobbiamo usare questi tipi di analisi, per capire solo dove posizionarci come fa la seo, ma dobbiamo trovare il modo di capire quale attributo è meglio possedere nella mente di un target che agisce nei motori di ricerca.

Al momento, tale attività ci interessa per capire TU, esattamente di quale “mercato” devi essere leader nei motori di ricerca. E cosa, una persona che conosce in modo approfondito quel mercato, pensa, ricerca, come agisce. Così da essere in grado di ottimizzare il business in modo differenziato dalla concorrenza, intercettando tutte le sfaccettature utili a capire un’attributo utile (rilevante) da detenere nella mente del potenziale cliente.

Questo perchè, tutte le informazioni che reperirai in fase di analisi del mercato, sommate a tutte le informazioni che reperirai dopo la lettura dei prossimi 2 articoli, ti aiuteranno a conquistare la leadership di un mercato fatto di parole chiave ed esperienze, posizionandoti in serp ad alta, media e bassa concorrenza diretta. In modo però, assolutamente differente dagli altri e in modo rilevante per il pubblico.

Leggendo il prossimo articolo ti sarà probabilmente tutto più chiaro: Creare un File excel per l’analisi SED

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